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Disturbi del Comportamento Alimentare - NO ALLO STRESS

Dr. Marcella Minafra, psicologa, psicoterapeuta cognitivo comportamentale
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Disturbi del Comportamento Alimentare

Disturbi psicologici

I Disturbi del Comportamento Alimentare, o Disturbi dell’Alimentazione, sono contraddistinti da un rapporto alterato sia con il cibo che con il proprio corpo e sono caratterizzati da un durevole disturbo dell’alimentazione oppure da comportamenti inerenti l’alimentazione che hanno come risultato un alterato consumo o assorbimento di cibo e che compromettono significativamente la salute fisico il funzionamento psicosociale (DSM-5).  
Le persone che soffrono di questo disturbo presentano una serie di comportamenti tipici come: digiuno, abbuffate, vomito autoindotto, restrizione alimentare, assunzione impropria di lassativi e/o diuretici per limitare l’aumento di peso o una intensa attività fisica mirata alla perdita di peso.
Le patologie descritte nel DSM-5, all'interno di questi disturbi, comprendono: pica, disturbo da ruminazione, disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo, anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da binge-eating e disturbo della nutrizione o dell’alimentazione con altra specificazione.
I disturbi differisco sostanzialmente per decorso clinico, esito e necessità di trattamento, nonostante abbiano in comune diverse caratteristiche comportamentali e psicologiche.

Criteri diagnostici DSM-5:
  • PICA: Persistente indigestione di sostanza senza contenuto alimentare, non commestibili per un periodo di almeno un mese.
  • DISTURBO DA RUMINAZIONE: Ripetuto rigurgito di cibo per un periodo di almeno 1 mese. Il cibo rigurgitato può essere rimasticato, ringoiato o sputato.
  • DISTURBO EVITANTE / RESTRITTIVO DELL'ASSUNZIONE DI CIBO: si manifesta attraverso la persistente incapacità di soddisfare le appropriate necessità nutrizionali e/o energetiche, associata a uno o più dei seguenti aspetti:
1. Significativa perdita di peso.
2. Significativo deficit nutrizionale.
3. Dipendenza dall’alimentazione oppure da supplementi nutrizionali orali.
4. Marcata interferenza con il funzionamento psicosociale.
  • ANORESSIA NERVOSA: Vi sono tre caratteristiche essenziali: persistente restrizione nell’assunzione di calorie, intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi, presenza di una significativa alterazione della percezione di sé relativa al peso e alla forma del corpo.
  • BULIMIA NERVOSA: Vi sono tre caratteristiche essenziali: ricorrenti episodi di abbuffata, ricorrenti e inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso e livelli di autostima indebitamente influenzati dalla forma e dal peso del corpo.
  • DISTURBO DA BINGE-EATING: Ricorrenti episodi di abbuffata, caratterizzato da entrambi i seguenti aspetti:
1. Mangiare, in un determinato periodo di tempo (2 ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte degli individui mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili.
2. Sensazione di perdere il controllo durante l’episodio
  • DISTURBO DELL’ALIMENTAZIONE CON ALTRA SPECIFICAZIONE: Si applica alle manifestazioni in cui i sintomi caratteristici di un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione predominano ma non soddisfano pienamente i criteri per uno qualsiasi dei disturbi della classe diagnostica dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

LA TCC è il trattamento d’elezione per la Bulimia Nervosa ma viene adottata con successo anche nell’Anoressia Nervosa e nel Disturbo da Alimentazione Incontrollata.
Considera come principale responsabile degli atteggiamenti e dei comportamenti anoressici e bulimici la presenza di cognizioni (pensieri) errate o distorte, per cui vengono affrontati i comportamenti alimentari scorretti e lo stile di pensiero correlato.
Le persone con problemi del comportamento alimentare, infatti, danno un’eccessiva importanza ai loro pensieri su peso, forme e controllo dell’alimentazione, si focalizzano eccessivamente e in modo selettivo su di essi, rispondono preoccupandosi e adottando comportamenti disfunzionali.
Una tecnica molto utile è infatti l’uso del diario alimentare (automonitoraggio), in cui vengono registrate dal paziente modalità e quantità dell’alimentazione, successivamente analizzate e discusse con il terapeuta, insieme alle emozioni e alle convinzioni legate al cibo.

Anche la Mindfulness offre una grande opportunità alle persone con Disturbi del Comportamento Alimentare che hanno notevoli deficit nella regolazione delle proprie emozioni, cioè hanno difficoltà ad identificarle precisamente, a gestirle e ad usarle in maniera funzionale; presentano inoltre alti livelli di alessitimia e bassa autostima (Didonna, 2012).
Questo si verifica anche perché spesso i segnali fisiologici delle emozioni vengono confusi con gli stimoli di regolazione dell’appetito e alla fine, per chi è a dieta, anche la fame viene scambiata o associata con un’emozione negativa.
Le tecniche Mindfulness permettono proprio di regolare le emozioni, di accettarle come parte dell’esperienza umana, di identificarle e sperimentarle senza reagire ad esse e, allo stesso tempo, permettono di differenziare i correlati fisiologici delle emozioni da quelli da fame o sazietà. PER SAPERNE DI PIU' CLICCA QUI

Se invece il tuo è "semplicemente" un disagio alimentare, come ad esempio l'aumento di peso o qualsiasi relazione difficile con il cibo, PER SAPERNE DI PIU' CLICCA QUI



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